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Val Vibrata, un nuovo masterplan per l'area industriale: al centro investimenti, digitalizzazione e sostenibilità

SANT'OMERO – Un nuovo capitolo per il futuro produttivo della Val Vibrata. È stato presentato ufficialmente il masterplan per la riqualificazione e il rilancio dell'agglomerato industriale di Sant'Omero-Nereto, una delle aree s…
Val Vibrata, un nuovo masterplan per l'area industriale: al centro investimenti, digitalizzazione e sostenibilità

SANT'OMERO – Un nuovo capitolo per il futuro produttivo della Val Vibrata. È stato presentato ufficialmente il masterplan per la riqualificazione e il rilancio dell'agglomerato industriale di Sant'Omero-Nereto, una delle aree storiche dello sviluppo economico teramano. Il progetto, illustrato dai vertici del Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Val Vibrata, delinea una visione strategica che poggia su tre pilastri fondamentali: modernizzazione infrastrutturale, transizione ecologica e digitalizzazione dei servizi.

L'obiettivo dichiarato è quello di trasformare un'area che ha mostrato segni di sofferenza negli ultimi anni in un polo produttivo moderno, attrattivo e competitivo, capace di intercettare le sfide dell'economia globale. Secondo le informazioni fornite durante la presentazione, il piano prevede una serie di interventi mirati a superare le criticità attuali, a partire dalla viabilità interna e dalla dotazione di reti tecnologiche avanzate.

Nel dettaglio, il masterplan si concentra sulla riqualificazione delle strade di accesso e dei collegamenti interni all'area, spesso considerati inadeguati alle esigenze della logistica moderna. Un punto centrale del progetto è l'implementazione di una rete in fibra ottica ad alta velocità che copra l'intero perimetro industriale, considerata un fattore abilitante indispensabile per l'adozione di modelli di Industria 4.0 da parte delle aziende.

Vista panoramica di un
Photo: Nome su PexelsAltro asse portante è la sostenibilità ambientale. Il piano prevede la creazione di aree verdi, la realizzazione di percorsi ciclopedonali e l'incentivazione all'installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, come i tetti fotovoltaici sui capannoni. Si punta, inoltre, a creare una 'comunità energetica' che possa consentire alle imprese di condividere l'energia prodotta, riducendo i costi e l'impatto ambientale. Questa visione 'green' è vista dal Consorzio non solo come un dovere, ma anche come un fattore di competitività per attrarre investimenti sensibili a queste tematiche.

Sul fronte dei servizi, il progetto immagina la creazione di un hub polifunzionale a supporto delle imprese, con spazi per il co-working, aule per la formazione e sportelli dedicati all'internazionalizzazione e all'accesso a bandi e finanziamenti. L'idea è di creare un ecosistema integrato che non offra solo lotti e capannoni, ma un contesto favorevole alla crescita e all'innovazione.

Il presidente del Consorzio, nel suo intervento, ha sottolineato come "questo non sia un libro dei sogni, ma un piano concreto, frutto di mesi di analisi dei fabbisogni del territorio. La Val Vibrata ha un potenziale enorme e un tessuto imprenditoriale di grande valore. Il nostro compito è creare le condizioni infrastrutturali e di servizio perché questo potenziale possa esprimersi al meglio".

Dal punto di vista dell'analisi, il successo del masterplan dipenderà in larga misura dalla capacità di reperire le risorse necessarie alla sua attuazione, stimate in diverse decine di milioni di euro. Le fonti di finanziamento dovranno essere cercate in ambito regionale, nazionale ed europeo, attraverso la partecipazione a bandi specifici come quelli legati al PNRR. Sarà inoltre cruciale il dialogo costante con gli imprenditori già insediati, le cui esigenze rappresentano il punto di partenza per ogni intervento. La sfida sarà trasformare la visione strategica in cantieri operativi, superando gli ostacoli burocratici che spesso rallentano progetti di questa portata. Se attuato, il piano potrebbe non solo consolidare le aziende esistenti ma anche attrarre nuovi investitori, generando un impatto positivo sull'occupazione e sull'economia dell'intera provincia di Teramo.

I prossimi passi prevedono l'avvio dell'iter di approvazione negli enti preposti e la definizione di un cronoprogramma dettagliato per le prime fasi operative, a partire dagli interventi ritenuti più urgenti per la messa in sicurezza e l'efficienza dell'area.

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Redazione Corriere Abruzzese

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