L'AQUILA - È necessario un intervento deciso sulla formazione e sul ricambio generazionale per salvaguardare il futuro dell'artigianato italiano. È questo il messaggio lanciato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenuto a L'Aquila in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico del Gran Sasso Science Institute (GSSI).
Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ANSA, il ministro ha evidenziato una criticità crescente nel settore: "l'età media molto elevata" degli artigiani, che mette a rischio la sopravvivenza di interi comparti e la trasmissione di saperi unici. Per contrastare questo fenomeno, Urso ha sottolineato l'importanza di reintrodurre la logica del "maestro-apprendista", un modello formativo storico che può tornare a essere centrale per il trasferimento delle competenze.
"Bisogna rimettere in campo la logica maestro-apprendista, cioè la formazione che si fa anche nella bottega artigiana, oltre che ovviamente nei nuovi licei del Made in Italy", ha dichiarato il ministro. L'obiettivo, ha proseguito, è "tornare a formare le nuove generazioni a quelle che sono le professioni del futuro e a quelle che sono le professioni della nostra tradizione e della nostra eccellenza".
Il governo intende muoversi su più fronti, investendo sulla formazione tecnica e professionale e valorizzando percorsi di studio specifici come il nuovo liceo del Made in Italy, pensato per creare un ponte diretto tra istruzione e mondo del lavoro. Le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) giocheranno un ruolo fondamentale in questa strategia, supportando la connessione tra il sistema formativo e quello imprenditoriale.
L'intervento del ministro Urso si è inserito in un discorso più ampio sulla politica industriale del governo, focalizzata sulle filiere strategiche nazionali. Durante la sua visita al GSSI, polo di eccellenza per la ricerca, ha anche toccato temi come la nuova legge quadro sullo Spazio, confermando l'attenzione dell'esecutivo verso i settori ad alta innovazione.
