L'AQUILA – È stato presentato ufficialmente anche a L'Aquila il Comitato per il No in vista dei cinque referendum sulla giustizia. Durante una conferenza stampa, i promotori hanno illustrato le ragioni della loro posizione e annunciato le prossime iniziative sul territorio per informare i cittadini.
Il comitato aquilano, coordinato da Fulvio Angelini, riunisce diverse realtà associative e sindacali, tra cui ANPI, ARCI, CGIL, Auser, Legambiente, Rete degli Studenti Medi e Unione degli Universitari. L'obiettivo dichiarato è quello di promuovere una partecipazione consapevole al voto, spiegando perché, secondo loro, i quesiti referendari rappresenterebbero un passo indietro per il sistema giudiziario italiano.
Gilda Lamanuzzi, a nome dell'ANPI, ha sottolineato come la Costituzione sia il punto di riferimento, evidenziando che una riforma della giustizia dovrebbe avvenire in Parlamento e non tramite referendum che, a loro avviso, intervengono in modo frammentario su materie complesse.
Le principali critiche mosse dal Comitato ai cinque quesiti riguardano:
- L'abolizione della legge Severino, considerata un presidio contro la corruzione nella politica.
- La limitazione delle misure cautelari, che potrebbe depotenziare le indagini su reati gravi come quelli mafiosi.
- La separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, vista come un attacco all'unità della giurisdizione.
- La modifica delle regole di valutazione dei magistrati, che potrebbe introdurre interferenze da parte di avvocati e professori universitari nei consigli giudiziari.
- La raccolta firme per la candidatura al CSM, un tema che secondo il comitato non risolverebbe il problema delle 'correnti' nella magistratura.
Per promuovere le ragioni del No, il Comitato ha annunciato l'organizzazione di presidi informativi con gazebi e distribuzione di materiale. I primi appuntamenti, secondo quanto riportato dalla fonte, erano previsti a L'Aquila, in Piazza Duomo, e ad Avezzano. Hanno partecipato all'incontro anche i rappresentanti degli studenti, come Francesco Marrelli della Rete degli Studenti Medi, che hanno evidenziato l'importanza di coinvolgere le nuove generazioni su temi cruciali per la democrazia.
