Dalle prime ore del mattino, i Carabinieri della Compagnia di Pescara sono impegnati in una vasta operazione, denominata 'Punto e a capo', che ha portato all'emissione di 19 misure cautelari nelle province di Pescara, Chieti e Teramo. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, ricettazione e accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti.
Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ANSA sulla base delle informazioni fornite dagli inquirenti, le misure sono state disposte dal Gip del Tribunale di Pescara su richiesta della Procura. Nove persone sono state condotte in carcere, sei sono state poste agli arresti domiciliari, mentre per altre quattro è stato disposto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
L'indagine avrebbe fatto luce su un gruppo criminale che, secondo l'accusa, era diretto da un 40enne pescarese già detenuto presso il carcere di Pescara. Utilizzando telefoni cellulari illegalmente introdotti nell'istituto penitenziario, l'uomo sarebbe riuscito a coordinare un'intensa attività di spaccio di cocaina, hashish e marijuana. La sua compagna, una 28enne, avrebbe agito da intermediaria, occupandosi di riscuotere i proventi e consegnare la droga con l'aiuto di altri complici.
Il sodalizio, sempre secondo le ricostruzioni degli investigatori, non esitava a ricorrere a minacce per recuperare i crediti derivanti dalla vendita di droga, mettendo in atto vere e proprie estorsioni ai danni dei familiari dei debitori. Le indagini sono state avviate nel settembre del 2022, a seguito della denuncia di un cittadino vittima di un'estorsione per un debito di droga non saldato.
L'attività investigativa, coordinata dalla Procura di Pescara, si è avvalsa di analisi di tabulati telefonici, intercettazioni e servizi di pedinamento. Nel corso delle indagini, i Carabinieri avevano già sequestrato circa 1,3 kg di hashish, 300 grammi di cocaina, 30 grammi di marijuana e circa 30.000 euro in contanti.
Il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Pescara, il colonnello Riccardo Barbera, ha sottolineato l'importanza della collaborazione dei cittadini, la cui denuncia ha dato il via all'inchiesta che ha permesso di smantellare l'organizzazione.
