Con l'arrivo dell'equinozio di primavera, si celebra il Nowruz, l'antico Capodanno Persiano il cui nome significa letteralmente "nuovo giorno". Questa festività, con radici che affondano nella tradizione zoroastriana di oltre 3000 anni fa, segna l'inizio della primavera e simboleggia la rinascita della natura, la fertilità e la vittoria della luce sulle tenebre. Sebbene di origine iraniana, il Nowruz è una festa laica celebrata da milioni di persone di diverse fedi e culture in un'ampia area geografica che include l'Afghanistan, l'Azerbaigian, il Tagikistan e diverse comunità in Asia Centrale e oltre.
Il cuore dei festeggiamenti è rappresentato dall'allestimento della tavola Haft-Sin, un rituale domestico carico di simbolismo. Su una tovaglia vengono disposti sette elementi il cui nome in lingua farsi inizia con la lettera 'S'. Ciascuno di essi rappresenta un augurio per il nuovo anno:
- Sabzeh: germogli di grano o lenticchie, simbolo della rinascita.
- Samanu: un dolce budino, simbolo di abbondanza e ricchezza.
- Senjed: il frutto secco del giuggiolo, che rappresenta l'amore.
- Sir: l'aglio, simbolo di salute e medicina.
- Sib: la mela, che incarna la bellezza e la salute.
- Somaq: il sommacco, una spezia dal colore rosso che richiama l'alba e la vittoria della luce.
- Serkeh: l'aceto, simbolo di pazienza e saggezza derivanti dall'età.
Accanto a questi elementi, sulla tavola trovano posto anche uno specchio, candele, uova colorate, un pesce rosso in una boccia d'acqua e un libro di valore spirituale o culturale, come il Corano o il libro di poesie di Hafez.
I festeggiamenti, che durano tredici giorni, includono altri importanti rituali. La sera dell'ultimo martedì prima del Nowruz si tiene il Chaharshanbe Suri, la "festa del fuoco", durante la quale le persone saltano sopra piccoli falò per purificarsi simbolicamente, lasciandosi alle spalle le negatività dell'anno passato.
Le celebrazioni si concludono con il Sizdah Bedar, il tredicesimo giorno. Secondo la tradizione, rimanere in casa in questa data porterebbe sfortuna. Le famiglie, quindi, trascorrono la giornata all'aperto con picnic e gite. In questa occasione, i germogli (Sabzeh) preparati per la tavola Haft-Sin vengono gettati in un corso d'acqua, un gesto che simboleggia il rilascio delle sfortune e il ritorno alla natura.
Riconosciuto dall'UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità, il Nowruz continua a essere una celebrazione vibrante che unisce le comunità attraverso riti antichi che celebrano la speranza e il rinnovamento.
