LANCIANO – Un uomo e una donna, provenienti dalla provincia di Foggia, sono stati arrestati con l'accusa di aver tentato di introdurre sostanze stupefacenti e un dispositivo di comunicazione all'interno del carcere di Lanciano, in provincia di Chieti. Il metodo utilizzato era quello di lanciare delle palline da tennis modificate oltre il muro di cinta durante l'ora d'aria dei detenuti.
L'operazione è scattata grazie alla vigilanza degli agenti della Polizia Penitenziaria, che hanno notato movimenti sospetti nei pressi della struttura. All'interno delle palline, recuperate nel cortile, sono state trovate dosi di hashish e un micro-telefono cellulare, destinati presumibilmente ai reclusi.
Come riportato dall'agenzia di stampa ANSA, che cita una nota del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), gli agenti del carcere hanno coordinato l'intervento con i Carabinieri della Compagnia di Lanciano. I militari hanno intercettato e fermato poco dopo i due sospetti a bordo di un'auto. Durante la perquisizione del veicolo, sono state rinvenute altre palline da tennis identiche a quelle lanciate, a conferma del loro coinvolgimento.
I due sono stati arrestati per i reati di spaccio di sostanze stupefacenti e introduzione illecita di dispositivi di comunicazione in un istituto penitenziario. Successivamente, sono stati condotti nelle carceri di Chieti e Teramo, a disposizione dell'autorità giudiziaria.
Donato Capece, segretario generale del Sappe, ha commentato l'episodio elogiando la professionalità della Polizia Penitenziaria di Lanciano e sottolineando la criticità della situazione carceraria. Capece ha evidenziato come l'introduzione di droga e telefoni cellulari sia un problema persistente, ribadendo la richiesta al governo di interventi urgenti, come l'adozione di body scanner, l'inasprimento delle pene e la schermatura degli istituti per neutralizzare l'uso di dispositivi non autorizzati.
