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Inaugurata a Sant'Angelo d'Alife 'Rurabilandia', la fattoria sociale per l'inclusione

È stata inaugurata a Sant'Angelo d'Alife, in provincia di Caserta, la fattoria sociale "Rurabilandia", un nuovo spazio dedicato all'inclusione sociale e lavorativa di persone con fragilità. Il progetto nasce da una co…
Inaugurata a Sant'Angelo d'Alife 'Rurabilandia', la fattoria sociale per l'inclusione

È stata inaugurata a Sant'Angelo d'Alife, in provincia di Caserta, la fattoria sociale "Rurabilandia", un nuovo spazio dedicato all'inclusione sociale e lavorativa di persone con fragilità. Il progetto nasce da una collaborazione strategica tra pubblico e privato, vedendo coinvolti l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Michele Caporaso, la Cooperativa Sociale "Matese", presieduta da Gianluca Parente, e l'associazione "Gava", rappresentata dal presidente Gaetano Foco.

La struttura, situata in un immobile comunale in via Stazione completamente riqualificato per lo scopo, si propone come un centro polifunzionale. Le attività previste includono la coltivazione di prodotti biologici, l'allevamento di animali di piccola taglia e l'organizzazione di laboratori didattici. L'obiettivo primario, come riportato dalla fonte, è quello di creare opportunità concrete di inserimento nel mondo del lavoro per le persone con disabilità, valorizzandone le capacità e promuovendone l'autonomia.

Social farm workers.
Photo: Nome su Pexels

La cerimonia di inaugurazione ha visto la partecipazione di numerose autorità civili, militari e religiose, a testimonianza dell'importanza dell'iniziativa per il territorio. Tra i presenti, il Prefetto di Caserta, Giuseppe Castaldo, il Vescovo della Diocesi di Alife-Caiazzo, Mons. Giacomo Cirulli, oltre a consiglieri provinciali, regionali e sindaci dei comuni limitrofi.

Nel suo intervento, il sindaco Michele Caporaso ha sottolineato il valore del progetto. "Rurabilandia non è solo un progetto, ma il cuore pulsante di una comunità che sceglie di non lasciare indietro nessuno", ha dichiarato, secondo quanto si apprende dalla fonte. "È la dimostrazione che, unendo le forze tra pubblico e privato, possiamo costruire un futuro più equo e solidale per tutti. Oggi non inauguriamo solo una struttura, ma un faro di speranza e di inclusione".

L'iniziativa si configura quindi come un modello virtuoso di cooperazione territoriale, trasformando un bene pubblico in un presidio di solidarietà e sviluppo per l'intera comunità dell'alto casertano.

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Redazione Corriere Abruzzese

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