La Funzione Pubblica CGIL della provincia dell'Aquila lancia l'allarme sulle nuove norme che regolano i concorsi pubblici, in particolare sul decreto cosiddetto "taglia idonei". Secondo il sindacato, questa misura non solo penalizza i candidati meritevoli, ma rischia di compromettere l'efficienza della Pubblica Amministrazione e, di conseguenza, la sicurezza sui luoghi di lavoro.
Al centro della critica, come spiega il segretario della Fp Cgil L'Aquila, Anthony Pasqualone, c'è la drastica riduzione della validità delle graduatorie degli idonei a soli 20 giorni dalla loro pubblicazione. Trascorso questo breve periodo, le graduatorie decadono e i candidati che hanno superato la selezione ma non sono stati assunti perdono ogni diritto a un futuro scorrimento.
Un caso emblematico, citato dal sindacato come esempio concreto, è quello del recente concorso per 16 ispettori tecnici presso l'Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere (USRC). Dei 23 candidati risultati idonei al termine delle prove, solo i primi 16 in graduatoria hanno ottenuto il posto. I restanti sette, pur avendo dimostrato le proprie competenze, sono stati di fatto esclusi da qualsiasi possibilità di assunzione futura tramite quella graduatoria.
"Si tratta di una norma illogica e dannosa", afferma Pasqualone nella nota diffusa. Il sindacato sottolinea come l'organizzazione di un concorso pubblico rappresenti un costo significativo per lo Stato e un notevole investimento di tempo e denaro per i partecipanti. Rendere le graduatorie quasi monouso, secondo la Fp Cgil, equivale a uno spreco di risorse pubbliche e rappresenta "uno schiaffo al merito e alle necessità della Pubblica Amministrazione".
La preoccupazione maggiore, evidenzia la sigla sindacale, riguarda l'impatto sulla sicurezza sul lavoro. Figure come gli ispettori tecnici sono fondamentali per garantire il rispetto delle normative nei cantieri, specialmente in un contesto delicato come quello della ricostruzione post-sisma. Limitare la possibilità di attingere rapidamente da una graduatoria di professionisti già selezionati, si legge nel comunicato, "significa indebolire i controlli e, di conseguenza, mettere a rischio la sicurezza dei lavoratori".
Per la Fp Cgil, la norma rappresenta un "tradimento delle aspettative dei cittadini" che desiderano una macchina pubblica efficiente e sicura. Il sindacato chiede pertanto il ritiro del provvedimento, al fine di ripristinare un sistema di reclutamento che valorizzi il merito e l'efficienza, tutelando sia i candidati idonei sia la collettività.
